CLINAMEN di SARA GAVIOLI!

Ho comprato un libro al Libraccio, usato. Prima che lo avessi in mano io, un’altra persona lo ha letto, ha toccato le stesse pagine. Ha guardato le stesse parole, lo stesso inchiostro. Ha sottolineato dove dice: “Un giorno scriverai di noi, di questo momento.” Di quella persona non so niente e lei non sa niente di me. C’è una linea sottile, tracciata a matita, sotto la frase. Una linea che ondeggia. L’unica cosa che so di quella persona è che non ha la mano ferma. Fisso la linea e penso che un giorno non ci sarò più. Che questo pensiero, prodotto qui e ora, non ha senso e non rimarrà. Poso il libro, aperto, sul letto. Vorrei scriverne, perché rimanga. Forse è l’unico modo. Sollevo il portatile che giace lì accanto, lo apro, lo schermo si illumina. Avevo lasciato aperto il file di una correzione che stavo portando avanti: sono parole di altri, non mie.
All’improvviso tutto mi disgusta. Apro un file nuovo. Scrivo, batto sulla tastiera. Forse non lo leggerà mai nessuno, ma scrivo lo stesso. Oggi sono qui, esisto, posso farlo. Sono ancora viva.

Lei non ha un nome, non ha un cognome, ha una professione, anzi no, non ha neanche quella, all’inizio della storia se la sta costruendo.

Ha una provenienza e una destinazione: dalla Sicilia a Milano.

Lotta ogni giorno con l’invio dei Curriculum,
con i colloqui stereotipati e in cui ti senti dire che hai studiato troppo,
con il conto in banca
e con l’ansia di dover rinunciare al cibo e ai propri sogni.

Lei non ha un nome, ma ha una sua identità, tanto che il lavoro se lo crea, diventa una editor freelance,
qualcosa sotto i denti riesce a metterla
e, tra un caffè e un altro, riesce anche a sorridere di chi sta diventando.

Lei non ha un nome, ma ai fini della storia questo diventa irrilevante.
Tra queste pagine nessuno ha un nome, ma l’identità, il ruolo, il carattere di ogni personaggio che incontriamo, anche solo per un attimo, è talmente chiaro e potente, da far sì che il lettore si accorga della mancanza dei nomi solo alla fine.

Clinamen è stato definito dall’autrice un MOSAIC NOVEL, un insieme di cento frammenti.

Frammenti che si divorano, complice la loro brevità, ma anche il contenuto.

Clinamen è attualità,
è realtà,
è la quotidianità della nostra generazione e di quelle che stanno crescendo.

Clinamen è paura,
è la fatica che serve per farsi spazio nel mondo,
è il tentativo della società di farci credere che non valiamo,
è la caparbietà di pensare il contrario,
è la lotta costante.

Sara Gavioli attraverso una scrittura fluida, chiara, semplice, composta da periodi brevi, ci racconta quello che un giovane di oggi si trova ad affrontare ogni mattina quando apre gli occhi.

Lei non ha un nome perché potrebbe chiamarsi Serena, Sara, Claudia, Carlo, Alessandro, Gabriele, Giulia, Giancarlo, Lorenzo, Nicola, Nadia, Teresa, Laura, Simone, Sara, Elisa, Mirko, Marco…

Lei non ha un nome perché potrebbe essere chiunque.

Leggetelo se appartenente a questa generazione perché vi sembrerà di leggere la vostra storia,
leggetelo se appartenete a una generazione lontana da questa perché vi aiuterà a comprendere le difficoltà con cui conviviamo ogni giorno.

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